Comunicati stampa SPAB Ticino

        

          Il Tribunale Federale ha respinto il ricorso dalla proprietaria dei cani Maremmani di Osogna

          In merito alla petizione "Basta Besomi" inoltrata al Consiglio di Stato del Ticino.

        Denuncia penale della SPA di Bellinzona per il ferimento del lupo in Leventina

          Lodevoli Redazioni, Organi d'informazione, Pagine del Locarnese

          La SPA protesta contro il Governo francese contro le barbarie dell'isola di Réunion

          Articolo parso sul sito TICIONLINE

          Pappagallo in birreria e argomentazioni da medioevo
            
          Arrivano gli "Angeli degli animali"

Gradita visita delle scuole medie di Lugano

Botti di fine anno e cani spaventati

Solidarietà per un piccolo cane

Allarme Furetti in Ticino

Allarme Pit Bull in Ticino

Gufo reale muore fulminato

Povera volpe

Pecore aggredite in val Morobbia

Nuova fermata al rifugio di Gorduno-Gnosca

Mamma furetto abbandonata dai soliti ignoti!!!!

Fine settimana rovente

Zambesi ha finalmente ripreso il volo

Continua l'opera della SPA

La crudeltà non conosce il Natale

       

ALLARME FURETTI IN TICINO

Dalla vicina Italia, vengono importati questi animali e venduti a giovani ai quali sfuggono creando danni notevoli o addirittura vengono abbandonati nei boschi a causa dell'odore insopportabile che emanano.

"Furettomania" così è stata definita su Internet da alcuni giovani italiani che hanno creato un'associazione e rispondono a domande giunte dal Ticino dove già lo scorso anno la Spa di Bellinzona era intervenuta per catturare animali lasciati nel bosco.

Si tratta di animali non autoctoni la cui liberazione in natura è vietata dalla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio.

Per possederle, occorre il permesso del veterinario cantonale e per l'importazione legale occorre lo sdoganamento.

Ieri ad Airolo, uno di questi furetti, sfuggito al proprietario o forse abbandonato nel bosco, ha aggredito alcune anatre in un pollaio ferendone gravemente una che è fuggita sulla strada cantonale con il predatore agganciato all 'ala.
Solo l'intervento della proprietaria ha potuto liberare l'anatra che poi è fuggita rifugiandosi alla stazione delle FFS dove gli impiegati l'hanno soccorsa ed hanno avvertito del fatto la Spa di Bellinzona che si è messa in contatto con la proprietaria delle anatre.

La scorsa settimana ne sono stati segnalati due. Uno a Cadenazzo in una fattoria del Piano di Magadino; l'altro a Mendrisio.
Lo scorso anno la Spa di Bellinzona aveva recuperato a Vaglio un'intera famiglia e a Tesserete un grosso maschio era stato ucciso da un cane in aperta campagna.

Due settimane or sono, alla bancarella della Spa di Bellinzona in occasione della trasferta al Centro Migros di S. Antonino, si era presentata una signorina che portava in una borsetta appesa alla spalla un furetto e ha dichiarato di essere in regola con i permessi.

La Spa di Bellinzona sconsiglia in modo assoluto l'acquisto di questi animali che non accettano mai l'addomesticamento completo e fuggono appena si presenta l'occasione, andando incontro a morte sicura in quanto non sopravvivono all'inverno. In libertà fanno strage nei nidi d'uccelli e nei pollai.

Parente diretto con la puzzola, quest'animale lascia odori pungenti che a volte ne determinano l'abbandono nel bosco da parte di chi ha effettuato l'acquisto sbagliato.

Il furetto (Mustela furo), è di origine africana e fu importato dagli arabi in Europa. Appartiene alla famiglia dei mustelidi come la lontra, il tasso, la fama e la martora e in Europa del sud è presente con soggetti albini, geneticamente deformati. Alle nostre latitudini non esiste allo stato selvatico. Si nutre di carne sanguinolenta e assale altri animali per succhiare il sangue.

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Allarme Pit Bull in Ticino

Articolo apparso su " La Regione" del 12 febbraio 2000

Sono un proprietario di un pit bull Terrier. E vorrei scrivere una cosa al signor Besomi.
Se in Italia si dovessero mettere al bando i cani potenzialmente pericolosi e decretare lo sterminio della razza pit bull, non credo proprio che il Ticino diventerebbe automaticamente un'oasi dei combattimenti canini. Si possono fare combattimenti con altre razze canine. Ad Armando Besomi, presidente della Società protezione animali di Bellinzona vorrei chiedere: cosa c'entrano i cani con le azioni dei padroni?

Armando Zaccaria, Tenero

Risposta

L'errore dell'uomo e la realtà del cane.

Rispondere in poche righe al cortese lettore che mi ha posto la domanda a sapere cosa c'entrano questi cani con le azioni dei padroni non è facile e mi riprometto di farlo con i Media cantonali in modo esteso e preciso.

Tredicimila anni or sono, il cane ha lasciato il branco e si è avvicinato all'uomo che da quel giorno ne ha sfruttato le doti ma in alcuni casi lo ha anche tradito. Sfruttandone l'amicizia e la fedeltà, unita ai sacri principi del branco che il cane mantiene tuttora in modo naturale, l'uomo l'ha incrociato nei secoli ottenendo l'animale di cui aveva bisogno. Pastorizia, caccia, difesa e compagnia

L'uomo ha infine sfruttato l'istinto del capo branco per appagare i suoi desideri più bassi e più crudeli, ponendo a confronto soggetti di carattere dominante in un'arena circondata da beoni ed emarginati avventurieri.

L'hanno chiamato Pit (arena) Bull (toro).

Da allora, gli incroci con soggetti aggressivi di ogni razza si sono succeduti. Iniziati in Inghilterra con l'incrocio fra il Bulldog e il vecchio Terrier dal quale è uscito il Bull Terrier (razza riconosciuta), questo cane combattivo è stato portato in America con i coloni. Nel film Zanna Bianca il regista ha riportato la realtà di quel tempo in modo esemplare.

Gli americani hanno poi cercato di stabilirne le linee genetiche ma a nulla è servito. Il povero cane - negli Stati Uniti porta il triste primato delle morti nel caso di aggressioni - e tornato in Europa da un ventennio con il suo triste nome, la sua sconcertante realtà fatta di storie penose e di sangue, il suo marchio che lo pone all'indice nella cinologia mondiale che non lo ha mai accolto - causa i continui incroci, le forme e i colori diversi - come cane di razza.

È dunque un povero bastardino come tanti altri, con la potente mascella ereditata dal molosso del Tibet, la parte buona e pacioccona del molossoide - evidenziata al massimo da coloro che li vendono per guadagnare alle spalle degli ingenui - ma purtroppo con i geni nascosti degli incroci sconsiderati ripetuti per generazioni da coloro che ne hanno fatto una macchina per mordere e aggredire.

Basta infatti un'eccitazione improvvisa, un attacco da parte di un altro cane, un incidente imprevisto e il bravo cane di famiglia si trasforma in killer anche con il padrone che nell'eccitazione non riesce più a riconoscere.

Questa mina vagante, composta da due parti ben distinte, non può essere paragonata ad altri cani e la teoria del trattamento effettuato dall'uomo nell'educazione 3n questo caso non regge affatto. I geni ci sono e rimangono nascosti per emergere improvvisamente e trasformare l'animale.

Sappia dunque, il signor Armando Zaccaria, che il suo Pit-Bull non è un cane di razza riconosciuta bensì un povero meticcio che non dovrebbe mai essere acquistato, proprio per non favorire quegli allevamenti che in Ticino stanno spuntando come funghi.

Ci sono centinaia di razze canine la cui secolare genealogia riporta all'origine naturale della specie e danno una garanzia di comportamento anche se non assoluta. Su queste razze la mano dell'uomo può avere l'influsso nell'allevamento.

La mia paura, condivisa dai veri cinofili e dagli amanti degli animali, è che alla fine avvenga anche da noi la tragedia con reazioni emotive da parte di autorità e popolazione.

A pagare allora saranno tutti i cani, ma soprattutto i molossoidi ai quali il Pit-Bull assomiglia per la sua parte buona. Il primo a pagare sarà il Boxer, anch'esso costruito dai tedeschi e dagli inglesi, un cane meraviglioso con la famiglia e i bambini, un cane che nel caso di Napoli, successo lo scorso anno dove una piccola era stata sbranata da due cani, si era scritto di due Boxer. Alla fine, la verità era emersa. Si era trattato di due Pit-Bull.

Non acquistarli significa far crollare il mercato e far si che questi poveri animali frutto della malvagità umana si estinguano lasciando il posto a quel rapporto splendido di amicizia nato quando il cane si è avvicinato all'uomo e l'uomo gli ha accarezzato il capo.

Armando Besomi Pres. protezione animali di Bellinzona e membro della Corte internazionale per i diritti degli animali

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LA SPA DI BELLINZONA INFORMA

A seguito delle misure restrittive concernenti tenuta, allevamento, importazione ed esportazione di cani pit-bull, previste dal governo in Italia, vi è forte agitazione fra coloro che sono legati al commercio di questi animali. Considerato il fatto che le nazioni confinanti con la penisola italiana hanno già adottato misure restrittive, la nostra regione potrebbe essere usata come isola di vendita e di commercio non solo interno ma internazionale.

Allo scopo di evitare che la proliferazione di questi cani, costruiti dal l'uomo incrociando soggetti molto aggressivi per crearne dei combattenti, porti al sensibile aumento di aggressioni a persone e ad altri animali , la Spa di Bellinzona rende attenta la popolazione e la invita a volersi informare accuratamente prima di acquistare un cane. Veterinari, responsabili di società cinofile o la Spa di Bellinzona possono dare utili consigli.

Il Pit (arena) Bull (toro), porta in se le linee genetiche dei molossoidi che nonostante la loro potenza mascellare sono di indole estremamente mite ma anche purtroppo quelle degli incroci effettuati negli anni dall'uomo. Solitamente è presentato come cane docile e affettuoso, usato in certi casi come terapia per persone anziane. Di lui gli allevatori dicono ogni bene ed a vederlo, specialmente se cucciolo crea tenerezza e affetto.

Ciò che non viene detto per contro, è che possiede una parte aggressiva solitamente repressa e che può svilupparsi in un momento di eccitazione dovuta a fattori esterni. Su questa parte, il modo di allevamento conta poco. Ecco perché le cronache riportano di drammi avvenuti, con soggetti allevati come bambini con cura e affetto.

A differenza delle altre razze canine i cui soggetti mostrano solitamente il loro carattere, il pit-bull diventa un enigma che potrebbe riservare brutte sorprese.

L'appello della Spa di Bellinzona si rivolge in particolare a genitori che vogliono crescere i bambini con l'amicizia di un cane che è una lezione di vita meravigliosa . Ci sono parecchie razze in cui il rischio di aggressioni è veramente minimo in quanto l'uomo in quindicimila anni di amicizia e bontà ne ha fatto sinceri e fedeli compagni di vita. E fra questi ultimi che va fatta la scelta in modo che il nuovo venuto porti gioia e felicita nella famiglia. Un cucciolo di meticcio, prelevato da un rifugio Spa può dare molto e a volte è la soluzione meno costosa e più affettuosa.

Il presidente
Armando Besorni

 

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Fine settimana rovente

Besomi Emanuele, 13 luglio 1998
Isp. SPAB
6517 Arbedo

 

Nove interventi durante il fine settimana per gli ispettori della SPA di Bellinzona, fra i quali ne spiccano due.

 

  1. Da due giorni un cagnolino si trovava nelle fognature di Bellinzona. Gli ispettori della SPA scoperchiano i chiusini e lo estraggono in vita.
  2. Recupero di un cerbiatto aggredito da un cane in valle di Blenio. Ora si trova in cura dal veterinario.

 

Intensa attività per le due squadre d'intervento di picchetto lo scorso fine settimana e formate dai coniugi Delcò Piero e Dodi e dai Signori Agustoni Moreno e Betty.
  1. Non si sa in quale modo il cagnolino, peraltro ricercato dal suo proprietario, sia finito nelle fognature cittadine. Il suo guaito é stato udito dai passanti in zona Saleggi e gli ispettori, intervenuti con la polizia comunale, hanno sollevato i grossi chiusini. Piero Delcò si è calato nel canale e agguantata la bestiola l'ha fatta uscire. A parte l'imbrattatura nauseante, nessuna ferita.

  2. In Valle di Blenio, un cane ha aggredito un cerbiatto ferendolo in modo grave. Recuperato, ora é in cura presso il dott. Carlo Keller di Giubiasco.

Altri Interventi:

Per un riccio a Sementina, per dei pipistrelli, una volpe e per il recupero di ben tre cani che si trovano ora al rifugio di Gorduno.
Sabato scorso infine, in Valle di Arbedo, é stata liberata una poiana che era giunta morente al rifugio.

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Povera volpe

Besomi Emanuele, 30 giugno 1998
Isp. SPAB
6517 Arbedo

Alcuni giorni or sono, ad Arbedo in zona " tra monte e piano" una volpe è rimasta attanagliata da una tagliola di dimensioni eccezionali ( 60 cm di diametro) che le si è stretta attorno al capo senza però ucciderla, in quanto il cranio ha resistito al tremendo scatto.

Il povero animale ha cercato invano di liberarsi ed è rimasto impigliato nella siepe di un giardino al limitare del bosco.

I lamenti strazianti hanno attirato l’attenzione del proprietario che aiutato da altre persone è riuscito dopo molti tentativi a sbloccare il micidiale congegno.

La volpe sanguinante, è fuggita e sul posto sono intervenuti il presidente della SPA e un guardiacaccia .

La tagliola recuperata si trova a disposizione dell’autorità inquirente che sta indagando allo scopo di scoprire il colpevole di quest’azione sconsiderata, in quanto non solo ha messo in pericolo la vita degli animali ma anche quella di qualche bambino che avrebbe avuto la gamba schiacciata se avesse calpestato il calappio metallico.

La legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici proibisce la fabbricazione, la vendita, l’importazione, il transito, l’esportazione nonché l’utilizzazione.

La SPA di Bellinzona ha deposto denuncia penale contro ignoti per la violazione oltre che della legge citata, anche per quella federale sulla protezione degli animali.

Coloro che fossero in grado di fornire indizi utili sono pregati di contattare l’Ufficio caccia e pesca o la società protezione animali di Bellinzona.

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Pecore aggredite in val Morobbia

Besomi Emanuele, 7 giugno 1998
Isp. SPAB
6517 Arbedo

Gregge di pecore aggredite da due cani nordici in valle Morobbia
in zona di Stagno.

Il provvidenziale intervento del guardiacaccia della zona Fabio Boggia ha evitato un carneficina.

Un Siberian Husky e un Husky-pastore tedesco, hanno assalito giovedì un gregge di pecore rinchiuse al pascolo in un ampio recinto. Una è stata sbranata e le altre, in parte gravide, hanno potuto far capo alle cure del Dott. Carlo Keller, veterinario di condotta del Bellinzonese.

Per buona fortuna, il guardiacaccia ha visto la scena dall'altro versante della valle e con un lungo tragitto si è portato di corsa sul posto riuscendo a catturare i due cani.

Sono inoltre intervenuti gli ispettori della Protezione animali di
Bellinzona che hanno trasportato gli animali al rifugio di Gorduno-Gnosca dove i rispettivi proprietari li hanno recuperati.

La SPAB lancia dunque un appello ai proprietari, in modo particolare a quelli dei cani nordici affinché si rendano conto del pericolo rappresentato per animali al pascolo e animali selvatici da questi cani che cercano di continuo la libertà.

Dalla valle di Blenio è segnalata la scomparsa di tre Siberian Husky sfuggiti ai proprietari.

Inoltre dai Monti di Marüs sopra Claro sono segnalate continue aggressioni alle greggi.

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Nuova fermata dell'autopostale al rifugio di Gorduno-Gnosca

Besomi Emanuele, 7 giugno 1998
Isp. SPAB
6517 Arbedo


Nuova fermata della corsa autopostale Bellinzona-Biasca.

Da oggi lunedì, entra in funzione la fermata della corsa autopostale Bellinzona-Biasca al rifugio della Protezione animali di Gorduno-Gnosca.

Grazie alla disponibilità della Direzione postale di Bellinzona, da oggi sarà possibile scendere al rifugio usufruendo delle corse regolari in partenza da via Cancelliere Molo direzione Biasca.

Ogni giorno infatti, gli impianti che comprendono il canile, il biotopo, il centro di cura per uccelli e animali selvatici, la fattoria piccolo Eden e Pro Specie rara, sono visitati da circa sessanta allievi provenienti da tutte regioni del Ticino, tanto che le iscrizioni delle classi sono state bloccate in quanto non vi è più posto, fino alla fine dell'anno
scolastico.

Molte classi giungono a Bellinzona con i mezzi pubblici di trasporto. Da qui la richiesta della SPAB per una soluzione che favorisse la sicurezza, trovandosi il rifugio in zona dove non esistono marciapiedi.

Persone anziane senza automobile e mamme con i bambini possono ora usufruire della fermata per un pomeriggio a contatto con gli
animali.

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Mamma furetto abbandonata con i suoi piccoli

Besomi Armando, 02 agosto1998
Presidente SPAB
6517 Arbedo

 

Cercava funghi, l'abitante di Vaglio che all'alba del 1° agosto inoltratosi nel bosco si è trovato di fronte ad una scena tanto idilliaca quanto triste.

Fra le foglie secche, ai piedi di un albero, un animale dalla forma di una faina ma tutto bianco, era sdraiato ad allattare cinque piccoli.

L'uomo, convinto di trovarsi di fronte ad un ermellino, si è avvicinato e la piccola mamma, lasciati i cuccioli gli è andata incontro lasciandosi accarezzare, un gesto tipico degli animali selvatici per tenere lontani gli intrusi dalla nidiata. Poi 1'uomo è corso a casa a cercare una scatola e ritornato sul posto ha creduto bene di raccogliere i piccoli, ma la mammina gli ha azzannato la mano pronta a combattere per la salvezza dei cuccioli.

Alla fine, mamma e piccini sono stati rinchiusi e portati al villaggio dove si è subito riunita una piccola folla incuriosita e commossa; poi la chiamata alla Spa di Bellinzona il cui presidente ha capito subito di che cosa si trattava e si è portato in loco in pochi minuti.

Ancora una volta un acquisto sbagliato, magari per soddisfare il desiderio di un bambino, ha portato ad un gesto sconcertante e crudele per il quale l'autore potrebbe venir incriminato per violazione di ben due leggi federali estremamente severe. Quelle della Protezione degli animali - abbandono di un animale destinato a morte sicura - e della legge sulla protezione della natura e del paesaggio divieto di rilasciare in libertà animali non esistenti nella nostra fauna -

SI TRATTAVA INFATTI DI UNA FEMMINA DI FURETTO ALBINO CON CINQUE CUCCIOLI, rovesciati dalla gabbia nel bosco, forse perché divenuti ingombranti prima delle vacanze o per il fatto che l'urina di questi animali lascia un odore pungente. 

Appartenente alla famiglia dei Mustelidi come le lontre, il tasso, la martora, la faina, la puzzola, l'ermellino e

il visone, il furetto, di origine africana è stato importato in Europa dagli arabi e si è diffuso specialmente al sud di, Spagna, Italia e Francia dove riesce a volte a sopravvivere in quanto il suo grande nemico è il freddo. Da noi non passerebbe l'inverno allo stato selvatico.

È considerato come una puzzola geneticamente modificata dall'albinismo che lo rende in parte domestico ma si tratta di un animale che in cattività cerca sempre e soltanto la libertà, dunque non dovrebbe mai essere importato o allevato e tantomeno venduto a ignari compratori che poi compiono gesti dannosi all'animale e alla natura.

Negli ultimi anni è stato incrociato con soggetti selvatici non albini - tre di questi cinque piccoli lo stanno a dimostrare - e pertanto lo spirito selvatico è aumentato di molto, cosi come l'aggressività e la voglia di libertà.

L'uomo che li ha catturati è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso al Civico di Lugano. 

Ora, mamma e cuccioli si trovano al centro di cura e reintegrazioni per animali selvatici della Spa di Bellinzona a Gorduno-Gnosca. Il centro è unico in Ticino ma è attrezzato per curare animali autoctoni che poi riacquistano la libertà.

In nessun caso vengono tenuti in cattività animali selvatici in modo continuo, salvo ordine del Veterinario cantonale e dell'Ufficio caccia e pesca.

Venerdì 31 luglio al centro è stato portato da Lugano un altro esemplare maschio adulto di Furetto, pertanto la Spa di Bellinzona cercherà di capire la provenienza di tutti questi animali.

A tale scopo, l'apposita Commissione Spa che si occupa di questo settore e del biotopo del centro ha deciso.

  1. Chiedere pubblicamente alla persona che ha abbandonato i furetti di contattare immediatamente la Spa di Bellinzona al 829 33 66.In caso contrario fra pochi giorni verrà inoltrata al Ministero pubblico del Ticino una denuncia per violazione delle leggi citate, in modo da promuovere un'inchiesta di polizia.

  2. Promuovere un incontro con il Veterinario cantonale e il Capo  dell'Ufficio caccia e pesca del Ticino.

  3. Informare l'Ufficio federale per la natura e il paesaggio che ha sede a Berna, della situazione anomala che si sta’ creando in Ticino

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Gufo reale muore fulminato

Besomi Armando, 21 agosto1998
Presidente SPAB
6517 Arbedo

 

Alle 3.00 del mattino la popolazione di Quartino è stata svegliata l'altra notte da uno scoppio.

A chi si è affacciato di fretta alla finestra, è apparso uno spettacolo agghiacciante.

Imprigionato nei fili dell'alta tensione qualcosa stava bruciando e fra gli scoppi cadevano a terra resti infuocati.

 

Il grande Gufo Reale del Monte Ceneri che molti abitanti affermavano di aver visto stagliarsi di notte nella luce lunare come un piccolo silenzioso aliante, ha perso la vita fulminato dalla corrente. È stato trovato al mattino con un enorme buco nel collo e le ali carbonizzate. Al presidente della Spa di Bellinzona, che l'ha recuperato, altro non è rimasto che documentare con una fotografia quanto rimasto. Lo ha fatto con infinita tristezza, in quanto dall'inizio dell’anno è il terzo grande rapace notturno morto in Ticino dove purtroppo è raro. Il primo era stato investito da un treno a Coldrerio; il secondo raccolto a Melano era stato portato di corsa al centro di reintegrazione per uccelli di Gorduno-Gnosca dove era giunto morente. Ora lui, il più grande, il più splendido volatile definito il lugubre cantore della notte. Per l'avifauna del Ticino un'altra grave perdita.

Ordine degli Strigiformi, famiglia degli strigidi, specie Bubo. Caccia di notte lepri, rettili e ogni specie d'animali. Nidifica in grotte o diroccati. Forte e battagliero difende i piccoli fino alla morte. Apertura alare superiore al metro e grandi occhi cerchiati d’arancione. Pesa circa 5 kg.

La Spa di Bellinzona ne ha già salvati e rimessi in libertà tre esemplari.

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il povero animale dopo il ritrovamento

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ZAMBESI HA FINALMENTE RIPRESO IL VOLO

Besomi Armando, 25 agosto1998
Presidente SPAB
6517 Arbedo

Zambesi , il falco lodolaio amorevolmente curato per due mesi al centro di reintegrazione  per gli uccelli della SPA di Bellinzona ha spiccato il volo verso la grande Africa.

Aveva urtato i fili dell'alta tensione ad Arbedo e la radiografia aveva mostrato l'ala rotta.

Essendo uno dei falchi più veloci al mondo che riesce a ghermire al volo anche le rondini, si disperava di poterlo ridare alla natura ma il grande impegno - faceva pena vederlo immobilizzato nella rete elastica che gli stringeva l'ala - degli addetti al rifugio è stato premiato dal suo volo d'addio.

Questa volta la gioia di rimettere in libertà il rapace è toccata alla signora Betty Agustoni di Giubiasco che per parecchio tempo l'ha imbeccato quando costretto in gabbia rifiutava il cibo.
Il falco lodolaio che appunto sverna nell'Africa meridionale è presente in Svizzera con 150 coppie circa. È un grande cacciatore e si nutre di uccelli e insetti .
Fra le centinaia di uccelli curati al centro di Gorduno-Gnosca, è la prima volta che un lodolaio viene soccorso.

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Il momento del rilascio

   

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Continua l'opera impegnativa della Spa di Bellinzona in aiuto agli animali domestici e selvatici.

12 interventi nell'ultimo fine settimana con l'impiego delle tre squadre e dei quattro mezzi.

Fine settimana eccezionale per la Spa di Bellinzona che oltre al normale picchetto ha dovuto far capo alle tre squadre chiamate contemporaneamente ad intervenire per animali domestici e selvatici in difficoltà.

 

Parte degli interventi è purtroppo da addebitare alla cattivena di alcune persone.

A Bironico, una giovane volpe è stata intrappolata in un calappio metallico ed è stata scoperta da un cercatore di funghi. La povera bestiola in parte scorticata nel corpo dall'inutile tentativo di liberarsi ha visto troppo tardi gli ispettori giungere per salvarla. Per lei solo l'eutanasia è stata possibile.

 

Più fortunato un tasso a Vigana sopra S. Antonino. Strangolato da un laccio metallico, è stato soccorso dagli ispettori proprio mentre colui che aveva posto la trappola mortale stava sopraggiungendo. Da un controllo effettuato, sono stati scoperti altri dieci calappi metallici che smontati sono stati consegnati al capo dei guardiacaccia che ha aperto un'inchiesta.

 

Nello stesso tempo a Camorino, un cane razza levriero afgano ha ucciso parecchi conigli di un allevatore. L'animale, si trova ora al rifugio di Gorduno-Gnosca in attesa del proprietario.

A Lumino in mezzo alla strada è stato soccorso un cagnolino con la zampa anteriore spezzata. Operato dal veterinario si trova ora al rifugio della Spa.

 

Altra chiamata sull'autostrada corsia sud-nord alla piazzuola del Monte Ceneri dove una gatta nera e bianca è stata legata e abbandonata o dimenticata,al contenitore dei rifiuti.

 

Sotto il ponte del fiume Ticino, in territorio di Monte Carasso, soccorsa una gattina finita nell'acqua non si sa in quale modo.

 

Da ultimo, a mezzanotte sulla corsia nord-sud dell'autostrada presso la galleria di Taverne, in un incidente sono fuggiti due gatti, un maschio grigio dal pelo lungo e una femmina marrone, purtroppo sorda. La Spa collabora nella ricerca e eventuali segnalazioni sono da effettuare all'829 33 66.

 

Al rifugio si trovano inoltre due femmine di capriolo  ferite da automobili a Gudo e al castello di Montebello a Bellinzona. I due animali si sono ora ripresi e sono a disposizione dell'Ufficio caccia e pesca.

 

Da ultimo, ma non per questo meno importante, la Spa di Bellinzona ricorda che al rifugio di Gorduno-Gnosca e al parco dei gatti di Bellinzona, ogni animale è accolto gratuitamente.

Nessun abbandono può essere dunque giustificato.

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La crudeltà non conosce il Natale

 

Tremona

Il cagnolino "Visel" è morto avvelenato il giorno di Natale.

Allarme a Tremona fra i proprietari di animali dopo il grave fatto avvenuto proprio il giorno di Natale dove un piccolo cagnolino regolarmente tenuto al guinzaglio e che passeggiava con i proprietari ha inghiottito velocemente un boccone che si trovava sul ciglio della strada nonostante chi l'accompagnava avesse tentato di toglierglielo di bocca.

Doveva trattarsi di veleno estremamente potente in quanto il povero animale ha accusato immediatamente una paralisi degli arti ed ha tentato inutilmente di vomitare il letale impasto.

Trasportato d'urgenza dal veterinario Gozzoli di Mendrisio, per il cagnolino è rimasta solo la soluzione finale in quanto era impossibile salvarlo.

Sgomento e incredulità in modo particolare fra i bambini che avevano in lui il loro migliore amico.

E stata inoltrata denuncia penale contro ignoti al Ministero pubblico. Chi potesse fornire indicazioni è pregato di farlo alla Spa di Bellinzona tel. 829 33 66.

Comunicato a tutti i fuochi di Manno

Nella zona residenziale di Manno é stato barbaramente ucciso un gatto,
nostro compagno da oltre 14 anni

La crudeltà dell'autore di questo fatto è inaudita.
La morte è stata causata dalla solita meta mescolata nel cibo.

Manno, 10 dicembre 1998: a Manno un gatto è morto dopo aver ingerito bocconi di cibo avvelenati con meta. Inutile il pronto intervento della clinica l'Airone di Chiasso la quale dopo quattro ore di trattamento intensivo ci comunicava la morte del gatto. Il fatto è stato segnalato alla protezione animali ed è stata sporta denuncia penale contro ignoti al Ministero Pubblico di Lugano.
Si invitano gli abitanti della zona a prestare particolare attenzione ai propri protetti ed a segnalare eventuali sospetti alla protezione animali di Bellinzona, Sig. Besomi, Tel. 829 33 66

Auguriamo Buone Feste all'autore di questo crimine.

I proprietari del gatto

ndr. Sarebbe utile creare una rubrica con le generalità di questi esseri, che impunemente avvelenano e maltrattano animali indifesi,   ( info@spab.ch )

 

 

Gesto di solidarietà per un cagnolino ad Aquila

Vi sono piccoli fatti della vita che possono far meditare e dimostrano a volte la radice buona dell'animo umano una radice che si riflette in gesti spontanei di aiuto rivolto non solo alle persone ma ad ogni forma di vita. Quanto è successo sulla montagna che sovrasta il villaggio bleniese di Aquila ne è la dimostrazione cristallina e non può che far piacere a tutti gli amici degli animali e in particolare a chi scrive, confrontato a volte con situazioni di maltrattamento frutto di incomprensioni fra uomo e animale.

La festa di Ognissanti e il giorno seguente, nella Valle di Blenio è stata scritta una piccola pagina di bontà che merita di essere evidenziata proprio per il suo alto valore morale di rispetto verso una piccola e insignificante vita, quella di un bassotto infilatosi d'istinto nella tana di un tasso e rimasto prigioniero per cinque lunghi giorni in quella "catacomba", ingegnosa opera naturale di quel simpatico mustelide che come un architetto traccia sotto terra la sua piccola reggia con labirinti di fuga.

Era una voce triste e sconsolata quella giunta alla centrale della Spa di Bellinzona dalla pietraia alpina dove l'uomo da tre giorni chiamava il suo piccolo "Horus", nome di quel Dio egiziano figlio di Iside e Osiride, dominatore del cielo e della luce e che per scherzo del destino era imprigionato al buio.

La risposta del cagnolino diveniva di ora in ora più fievole e le ore seguenti prevedevano neve sulla montagna.

Dinnanzi alla buca che si snodava sotto massi enormi, dopo che alcuni giovani del posto e l'ispettrice Paola Achermann della Spa bellinzonese si erano coraggiosamente infilati per alcuni metri senza esito, congiuntamente agli ispettori del picchetto ho preso un’unica decisione possibile per salvare la bestiola imprigionata. Far giungere sul posto una grande scavatrice meccanica in grado di spostare gli imponenti massi.

In quel momento, ho pensato solo al guaito che usciva da sotto terra. Nella Spa di Bellinzona vige un principio che in fondo è il sale di tutta la grande attività. Nessun ispettore riceve un solo centesimo per i suoi interventi e fintanto che vi è un soldo in cassa dev'essere usato per soccorrere gli animali. E` uno scopo statutario ma soprattutto un dovere morale che lega la cinquantina di membri del comitato.

E nelle prime ore del mattino seguente, una grande ruspa cingolata è avanzata sotto la pioggia sul pascolo in direzione della tana mettendosi subito a sollevare macigni enormi con il suo potente braccio d'acciaio.

Sul posto, una decina di uomini giunti dai paesi della valle, con pale e picconi. Dietro la ruspa, era giunto sul pascolo anche il grande mezzo d'appoggio della Spa di Bellinzona acquistato dai pompieri per cento franchi e attrezzato in modo incredibile per ogni evento come una vera officina ambulante, dal responsabile tecnico Emanuele Besomi(che per metterlo a punto ha lavorato anche di notte.) Qualcuno ha anche deriso questo mezzo ma in pochi mesi parecchi animali in Ticino devono a questa attrezzatura unica in Svizzera la loro vita.

Le ore passavano, alla pioggia si era unito il nevischio e la nebbia compatta aveva invaso la montagna la cui tranquillità invernale era rotta solo dal cigolio della scavatrice e dal sommesso parlare degli uomini che infangati e fradici lavoravano senza sosta da ore ed ore. Di tanto in tanto, dalla nebbia usciva qualche uomo con i propri attrezzi di lavoro. Chiedeva dove scavare e si metteva al lavoro senza parlare. Erano gli amici dei paesi vicini. Persone che avevano saputo e si erano messe a disposizione con quella solidarietà insita negli uomini delle valli che sanno di doversi aiutare in ogni frangente facendo della comunità una sola famiglia.

L'avessero fatto per una persona era più facile da capire. Lo facevano invece per un animale, per un povero cagnolino che non doveva morire.

Personalmente, sono rimasto commosso da tanta generosità e nel contempo felice. Felice per essere vicino a tante persone buone. Felice per questa operazione congiunta fra la Spa e gli uomini della Valle. Felice infine perchè vedevo che la decisione pur costosa della ruspa era stata apprezzata.

Alle 16:00,con le prime ombre della sera dal veicolo della SPA sono usciti i fari e il generatore ha rotto il silenzio quasi irreale. Sasso dopo sasso, si era formato un La ruspa avanzava con delicatezza Horus che di tanto in tanto si era formato un cratere impressionante. finito nelle viscere della terra.

LA ruspa avanzava delicatamente nel fango ma il piccolo Horus che di tanto in tanto si faceva sentire sembrava finito nelle viscere della terra.

Poi d'improvviso un grido.

-L'ho visto.

Purtroppo però il cagnolino si trovava imprigionato fra due piode sotto un macigno impossibile da rimuovere data la sua mole. Dopo undici ore di lavoro incessante sorgeva il problema forse più difficile.

A quel momento, uno dei giovani si è letteralmente gettato a terra ed ha cominciato a scavare con le mani infilandosi centimetro dopo centimetro sotto il grande sasso. Ad un certo punto solo gli scarponi sporgevano dalla buca e tutti tacevano per stanchezza, per paura e per commozione. Poi, erano le 19.36, la mano ha liberato la povera bestiola e l'ha estratta fradicia e infangata ma sana.

Qualche luccicone, un po' d'acqua, una coperta calda e via di corsa verso il veterinario di Corzoneso che da ore attendeva la buona notizia. Un veloce saluto, un abbraccio fra coloro che erano divenuti amici e le luci si sono spente. Ultimi a partire dalla montagna dopo aver raccolto tutto il materiale ed aver avvertito le redazioni dei giornali che attendevano e più volte avevano chiamato la Spa, sono stati l'ispettore Siro Musatti che ha lavorato senza sosta e chi scrive. In oltre trent'anni di attività, mai avevo avuto una gioia cosi grande e sofferta.

Mentre il grande veicolo della Spa attraversava il pascolo in direzione della valle, cadeva la prima neve.

Il giorno dopo sarebbe stato troppo tardi.

Grazie di cuore dunque, da parte della Spa di Bellinzona a tutte le brave persone che hanno collaborato e a coloro che volessero sostenere le spese dei salvataggi di animali domestici e selvatici con un contributo al CCP 65-5760-9 Protezione animali Bellinzona.

Il presidente

Armando Besomi

 

Botti di Capodanno e cani spaventati

La SPA di Bellinzona ricorda a tutti i proprietari di cani che i botti, in uso ormai anche da noi, esplosi a mezzanotte di S. Silvestro, provocano spavento agli animali.

Il consiglio migliore è di stare vicino a loro. Se non è possibile, occorre metterli al riparo in un luogo chiuso.

Nel limite delle proprie possibilità, la SPA di Bellinzona può aiutare in caso di emergenza

 

Gradita visita delle scuole medie di Lugano alla fattoria Piccolo Eden

Esperienza particolare, quella vissuta lo scorso fine settimana da una ventina di allievi delle scuole medie di via Cattaneo a Lugano.
Dopo una mattinata in aula dedicata al rapporto fra uomo e animale, vi sono state due giornate a diretto contatto non solo con cani e gatti ma anche con animali della fattoria didattica Piccolo Eden della Spa di Bellinzona.

Accudire e foraggiare gli animali nella stalla; infilare le mani sotto il caldo vello delle pecore toccando per la prima volta la lana; accarezzare gli asini e le capre sempre pronte a leccare il sale è stata per tutti una sorpresa ricca di emozioni.

Guidati dal professor Beltraminelli, i giovani entusiasti hanno portato fieno alle mangiatoie improvvisandosi contadini in erba.

Non è mancato il saluto di Barry, il cucciolone di San Bernardo sempre pronto a giocare con i bambini che le hanno abbracciato dopo aver appreso degli eroici salvataggi sulle montagne compiuti da suo antenato e che gli hanno valso il titolo di cane nazionale svizzero.
Un nuovo appuntamento è stato fissato con questi bravi giovani alla prossima primavera, quando nel grande paiolo della fattoria cuocerà la polenta.


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