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Mai più cani incatenati in Ticino

 

 
Bellinzona, 19 gennaio 2010.
  
  
La Spa di Bellinzona lancia questo appello per un 2010 di libertà in favore del miglior amico dell’uomo.
 
Si tratta di un comportamento medievale che trae le sue origini nella schiavitù inflitta ad esseri viventi, condizionati nei loro movimenti da anelli di ferro e altri mezzi di tortura.
 
L’uomo ha sempre lottato per rompere le catene e l’aspirazione alla libertà lo ha visto soffrire e a volte morire pur di ottenere ciò che molti dimenticano essere il primo desiderio di ogni creatura.
 
La Legge federale sulla protezione degli animali prevede ancora, a determinate condizioni, l’utilizzo della catena al collo per la custodia del cane. La Spa di Bellinzona non affida i propri trovatelli a persone che fanno uso di questo barbaro mezzo coercitivo e definisce l’anno 2010, l’anno per l’abolizione delle catene al collo dei nostri cani.
Essa invita pertanto i proprietari degli oltre venticinquemila cani del Ticino a trovare altre soluzioni che creino un’armoniosa convivenza fra l’uomo e il suo più grande amico.
 
Armando Besomi
 
 
 
 
 




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