Settembre

 

10. Gorduno-Gnosca

DIECIMILA ALLIEVI  IN TICINO IN QUATTRO ANNI, OSPITI DELLA SPA A GORDUNO-GNOSCA
Le due classi di seconda elementare di Giubiasco festeggiati al rifugio degli animali con un "Barry" da portare
in ricordo alla scuola.

Sono stati i simpatici allievi giubiaschesi a far compiere il giro di boa dei diecimila piccoli visitatori al grande rifugio, che si estende su un'area comunale di Bellinzona di oltre diecimila metri quadrati e comprende il canile, la fattoria didattica, il biotopo, l'aula all'aperto, il giardino
dei ricordi dove riposano gli amici dell'uomo e il centro di cura per uccelli e animali selvatici.

Un contatto stimolante con la natura e gli animali promosso dalle maestre Giovanna Broggini, Myriam Casari e Flavia Abdel Aziz,
proprio all'inizio dell'anno scolastico; una passeggiata fuori casa quasi a rendere meno opprimente il ritorno in classe dopo le
spensierate vacanze.

Le due classi con quaranta allievi sono state guidate dai coniugi Angelo e Silva Paiona ed hanno ricevuto il saluto e il dono di due
"Barry" di peluche dal presidente della Spab che li ha ringraziati per la visita.
Dalla sua apertura alle visite guidate, il centro ha avuto un successo entusiasmante.
Non solo allievi delle scuole ticinesi passano le loro giornate a diretto contatto con gli animali della fattoria, ma anche case di riposo
per anziani, associazioni regionali, scuole speciali e centri di rieducazione propongono idilliaci momenti di svago ai loro membri,
in un ambiente unico di bontà e rispetto per ogni forma di vita.

TREDICIMILA PORZIONI DI POLENTA E LATTE
Tre grandi paioli in rame alimentari con il fuoco hanno permesso di far fronte a tutte le richieste, tanto che la Spab ha creato in seno
al comitato il gruppo dei polentari che si avvicendano con i grandi mestoli in legno.
Molti allievi hanno assaggiato la prima volta la polenta nella loro vita e si sono uniti ai compagni lasciando nel sacco la merendina
portata da casa.

Seguire i bambini e ascoltarli nelle loro riflessioni quando vedono il gallo "beccare sul collo la gallina", la capra deporre le piccole
palline mentre viaggia, l'asinello che beve il latte caldo dalla mamma e toccare l'uovo caldo nel nido di fieno, da l'esatta misura di
quanto sia necessario far conoscere la natura modesta ma importante di casa nostra. Dalla televisione imparano a conoscere gli
animali esotici ma non sanno distinguere la gallina dal gallo e dal tacchino.

A due passi dalla città, la Spa di Bellinzona ha creato un piccolo Eden.

 

                                          

10. Gorduno, Cima del Gaggio

Singolare salvataggio di una capra

L'animale, una grossa capra di razza verzaschese, si è impigliata nei tiranti che sostengono la croce posata nel 1998. Alcuni alpinisti hanno
tentato di scioglierla ma non sono riusciti causa gli urti e gli strattoni dati dalla povera bestia terrorizzata. Vi era il pericolo che gli uomini fossero scaraventati nel burrone.

La Spa di Bellinzona, avvertita del fatto è intervenuta con un elicottero dell'Heli Rezia, l'alpinista Armando Gervasoni e il presidente. Con loro il fotografo Ely Riva che ha scattato immagini particolari.

L'animale, addormentato e avvolto nella speciale imbracatura, è stata liberato dal calappio e trasportato al piano con l'elicottero. 
Il proprietario, un contadino di Preonzo, ha potuto recuperarlo
In questi casi, a provocare la morte degli animali impigliati è sopratutto la sete e l'attacco dei corvidi.
Foto offerte gratuitamente sul sito : www.elyriva.ch
 

                                    
                                              

28. ANIMALI, SPAB E MEDIA

- Parecchio anni or sono in una conferenza tenuta a Bellinzona, Dario Robbiani, allora direttore al telegiornale a Zurigo, ha spiegato l'importanza dei nuovi sistemi di comunicazione da utilizzare per far passare dei messaggi alla popolazione.

- Parecchi anni or sono un apprezzato redattore di un quotidiano ticinese mi disse :
- Caro Besomi, quando avete una notiziola positiva, anche insignificante, me la comunichi. Purtroppo apriamo il giornale con notizie quasi sempre poco liete e lo chiudiamo con la pagina dei defunti. Poter inserire notizie positive e diversificate solleva il morale a chi legge, ascolta o guarda le immagini.

Ho sempre seguito quest' inviti approfittando di piccoli fatti di cronaca per sviluppare problematiche importanti in favore degli animali, cercando di essere la loro voce. Esporsi in prima fila, significa anche dover accettare reazioni contrastanti e contestazioni sull'attività svolta. Non sempre si riesce a soddisfare tutti ma l'importante è la ricerca del meglio in favore di quegli esseri viventi che non hanno il grande dono della parola.

Esempi recenti lo dimostrano :
- Ho scritto di non portare animali esotici da noi per non farli soffrire e mi sono ritrovato addosso coloro che di questo traffico ci vivono.
- Ho richiesto lumi sul permesso per esibizioni di falchi al San Grato e mi è volato addosso quella buon' anima del Nano. Io pensavo alla sofferenza  
  dei rapaci. Lui pensava all' intraprendenza del giovane falconiere.
- Ho scritto di non tenere rettili in terrari nemmeno a scopo didattico in quanto soffrono e cercano tutta la vita la libertà. Sono stato contestato da
  appassionati del settore e da venditori di topi.
- Ho approfittato del caso del pappagallo in birreria e molti hanno capito che gli uccelli hanno le ali per volare. La polemica ha dunque raggiunto lo scopo.

A volte occorre essere provocatori per sviluppare l'attenzione su fatti irrilevanti per l'uomo ma molto importanti per gli animali che sono i nostri compagni di vita.

Nel caso della famigliola di cigni che hanno ricevuto lo sfratto al lido di Lugano e di cui scrive gentilmente il signor Valentino Alfano lo scorso 26 luglio, è vero che ho informato le Redazioni del Luganese sul fatto e qualcuno ha inviato il fotografo.
Lui ha visto solo il problema della cattura dei cigni e la soluzione del problema luganese.
Io ho sviluppato il problema mettendomi dalla parte di questi maestosi volatili che faticano sempre più a convivere con l'uomo che si impossessa delle rive per altri scopi. Mi sono simbolicamente vestito delle piume ed ho lasciato correre la  penna per loro, per il condizionamento che li porta a sovraffollare il Ceresio e ad uscire d'inverno in via Nassa in cerca di cibo sbagliato.

Due punti diversi di vedere il problema.                                                                                       

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