Ottobre

3.                         Monti di Gerra Gambarogno
        Spettacolare intervento per salvare un micio bloccato a 28 metri di profondità

"Spillo", un simpatico micio tigrato appartenente a una famiglia residente ai Monti, è scivolato in un tubo di scarico in plastica del diametro di sessanta centimetri, posato senza alcuna protezione per l'evaquazione dell'acqua da un piazzale.
Il miagolio dell'animale che si trovava bloccato da tre giorni, è stato udito dalle bambine l'altra sera quando calava la notte.
 L'allarme è giunto alla Spa di Bellinzona alle 20.00 e subito si è attivata una squadra diretta dal responsabile tecnico Emanuele Besomi, dagli ispettori Fulvio Cogrossi, Giorgio Costa e dal presidente.

Sul posto è giunto il grosso autocarro attrezzato per ogni tipo d'intervento e subito sono state allestite le fotoelettriche e la telecamera mobile si è infilata nel tubo fino alla profondità di 28 metri scoprendo il gatto aggrappato a una protuberanza.
Risultati vani i tentativi di cattura in quanto la larghezza del tubo non  permetteva di indirizzare lo speciale laccio infilato dall'alto, è stato calato, perfettamente imbracato, il giovane operaio forestale Alan Boiani, presente in loco.

Tutta l'operazione è stata filmata dall'interno con la telecamera mobile che ha accompagnato il giovane fino al salvataggio del gatto che, appena giunto in superficie ha graffiato e morsicato il suo proprietario Mirco Tanghetti.
La bestiola si è poi calmata ed ora sta bene fra le braccia delle bambine che non avevano mai perso la speranza di ritrovarla.
Al salvataggio hanno dato man forte anche i signori Luigi Arrighi e Demis Richina.

ANCORA UNA VOLTA, LA PRODIGIOSA TELECAMERADONATA ALLA SPA DALLA SIGNORA COLOMBI-TALLONE HA PERMESSO UN PICCOLO MIRACOLO.

 

                           

 

                           

 

13.   BREVE COMMENTO PER I SIGNORI REDATTORI

La legge federale sulla protezione degli animali, non fa differenza fra domestici e selvatici.
Basandoci su questo principio, la Spa di Bellinzona, unica in Ticino, ha deciso di usare il ricavato delle tasse dei soci per ogni animale in difficoltà, indipendentemente dalla specie.
A tale scopo si è dotata negli anni di infrastrutture atte alla custodia e alla cura anche di animali selvatici.

La Spa di Bellinzona autorizzata dal Dipartimento competente ad occuparsi di animali selvatici, lavora in perfetto accordo con il Veterinario cantonale e l'Ufficio caccia e pesca.
 Con tutti i guardiacaccia si è sviluppata una cooperazione meravigliosa che ha permesso negli anni di salvare e ridare alla natura centinaia di animali che altrimenti sarebbero morti. Fra di essi parecchi soggetti in via di estinzione.

Tutte le cure veterinarie e il mantenimento degli animali selvatici sono pagati dalla Spab che non ha mai chiesto un solo centesimo al Governo e questo per paura che a scopo di risparmio l'esecutivo possa far interrompere una fruttuosa collaborazione.
Coloro che pagano la tassa sociale di Fr. 10.-- annui, non dicono per quale animale dev'essere impiegata. Il mondo animale ticinese non si riduce infatti ai soli cani e gatti.  

La spesa annuale per la cura degli animali selvatici ammonta a circa quindicimila franchi.

La Spa di Bellinzona conta su tre settori specializzati per la cura di animali selvatici:

  1. Il centro di cura per gli uccelli in collaborazione con la stazione ornitologica svizzera di Sempach, il Tierspital di Zurigo, la FICEDULA pro avifauna della Svizzera italiana e alcuni veterinari specializzati sugli uccelli.
  2. Il centro di cura per animali selvatici che fa capo ai veterinari della zona.
  3. Il centro di cura ricci, situato a Maggia che fa capo ai veterinari di Locarno.

 

13.                             "SPERANZA"

È il nome dato alla piccola camoscia di tre settimane di vita, rimasta belante accanto alla mamma caduta da una roccia nella zona del Campo Tencia.
Il signor Bonardi Giovanni di Polleggio l'ha udita e ha allarmato la Spab con il cellulare.
Da Faido è partito allora il guardiacaccia Silvestro Manenti che l'ha recuperata e portata nel sacco al piano,consegnandola alle cure del centro di Gorduno- Gnosca.
Da qui è stata portata a Medeglia, presso la signora Margherita Negrini che già allattava con la bottiglietta del latte altri due caprioli.
La piccola¨è cresciuta e mamma Margherita la nutriva ogni due ore con lo speciale latte di capra.
 

Lo scorso mese, il presidente della Spab e il capo dei guardiacaccia Venanzio Terribilini l'hanno portata al biotopo di Gorduno- Gnosca dove il veterinario Marco Zanetti ha provveduto a regolarle le unghie e l'ha preparata ai balzi sulle rocce.

Dove tante discussioni e tante tristezze per una caccia discutibilissima quanto inutile, ecco che un po'di sangue leventinese arriva sulle falde di questa splendida montagna e con speranza, arriva la gioia di una nuova vita.

Una piccola placchetta bianca la distingue dagli altri camosci. E' inserita nell'orecchio destro ed è ben visibile. Porta il numero 0013.
Raccolta il 31 maggio 2004, viene liberata il 13 ottobre nella bandita di caccia a Bellavista, unitamente - se possibile - a due caprioli provenienti dalla Valle di Muggio e dalla Valle del Vedeggio.

 

20.        CABBIO   (Frazione di Uggine)

Grosso cervo salvato dalla Spa di Bellinzona e dai guardiacaccia

L'imponente maschio di oltre centocinquanta chilogrammi di peso, lottando con un altro maschio è finito in una rete metallica imprigionato per le corna.

La stagione degli amori per questi splendidi ungualti, comporta dure lotte fra i maschi allo scopo di aggiudicarsi il favore delle femmine.
E' successo che a Uggine, in una lotta furibonda, due splendidi esemplari siano finiti nella rete con filo spinato che delimitava il campo stradale in una proprietà privata.
Imprigionati con le corna fra le maglie, hanno letteralmente demolito la cinta bramendo di paura e attirando l'attenzione degli abitanti del luogo. Alla fine, uno è riuscito a liberarsi fuggendo nel bosco con una parte di rete metallica impigliata nelle corna. L'altro ha lottato per tre ore ma non ce l'ha fatta a liberarsi.
La Spa di Bellinzona che si occupa degli animali selvatici feriti e in difficoltà, ha ricevuto l'allarme alle ore 16.00 e subito si è attivata con una pattuglia composta dal responsabile tecnico Emanuele Besomi, dal capo ispettori Pietro Della Maddalena e dal presidente, unitamente a due guardiacaccia.
Per addormentare l'animale e liberarlo dalla rete, ci sono volute parecchie siringhe lanciate con lo speciale fucile soporifero e per raggiungere lo scopo si è fatto capo a uno specialista allevatore di daini.

Alle 21.00, l'imponente animale si è svegliato quasi incredulo di essere finalmente libero e dopo aver scosso il capo si è avviato con passo incerto nel bosco in cerca del rivale con il quale incrociare le corna.
La Spa di Bellinzona ha scritto all'autorità municipale di Cabbio chiedendo di far rimuovere il filo spinato posto dal proprietario del terreno lungo la strada pubblica e ricorda che queste recinzioni sono estremamente pericolose per persone e animali, pertanto da evitare.

 

 

21.        Cabbio         (Frazione di Uggine)    
             Grave atto di bracconaggio con una tagliola

"NERO"  un simpatico micino finisce nelle lame che per puro caso non lo stritolano.

La protezione animali di Bellinzona che ha recuperato il pericoloso attrezzo di cattura, il cui uso e la cui vendita sono proibite in Svizzera, ha deposto querela penale al Ministero pubblico per violazione della Legge federale caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici. La denuncia è posta contro ignoti ma le testimonianze dovrebbero portare all'identificazione di che ha compiuto l'atto crudele.

Il fatto è avvenuto lo scorso 2 ottobre quando la proprietaria di "Nero", ha udito le urla di dolore del gattino proveniente da un fondo privato, della frazioncina di Cabbio. Con l'aiuto di un'amica, ha ritrovato la bestiola stretta fra le lame dentate che per fortuna si erano inceppate a pochi centimetri dalla chiusura totale permettendo all'animale di respirare.
Aprire il calappio metallico di grosse dimensioni non è stato facile per le signore; occorre infatti conoscerne il funzionamento e premere con forza il tallone del piede sull'anello di chiusura.
Se un bambino vi avesse appoggiato un piede, avrebbe avuto la gamba spezzata di colpo. La tagliola era posizionata sotto un pergolato con l'uva matura.

Si tratta di un calappio nuovo, fissato con una catena che non permette all'animale intrappolato di fuggire se solo una zampa è imprigionata. Le volpi a volte per potersi liberare rosicchiano l'arto rinchiuso con la forza della disperazione e fuggono con il moncherino.

La Spa di Bellinzona definisce vigliacco questo metodo di cattura e non ha mai esitato a sporgere denuncia penale.
Già l'anno scorso vi è stato un caso analogo nel Mendrisiotto e l'autore è stato punito dal giudice. La scorssa primavera una volpe sui monti di Gorduno, si è trascinata fin sulla soglia di una casa con la tagliola stretta alla zampa, quasi a chiedere aiuto e il bravo uomo l'ha liberata.
Su questo fatto disgustoso, anche l'Ufficio caccia e pesca aprirà un'inchiesta su denuncia della Spa di Bellinzona.

 

                                                    

 

20.          San Nazzaro
Due classi delle elementari in visita al centro degli animali di Gorduno- Gnosca

Simpatica trasferta delle classi 3a e 4a elementari del vilaggio gambarognese al rifugio della Spa di Bellinzona.

Accompagnati dalla maestra Armida Bulotti e Petra Bernasconi, i bambini hanno trascorso una lieta giornata a contato con gli oltre duecento animali domestici ospitati e hanno gustato la polenta e latte offerta dai cuochi della Spa e cotta sul fuoco a legna nel paiolo in rame.
Nel pomeriggio vi è stata la visita di Barry, il grande cane del San Bernardo con il quale hanno giocato e si sono fatti fotografare.

 
 

  
 
24.                                   Valle Morobbia
                 Cagnolino sbalzato dal furgone in una curva

Il conducente non si è più ricordato di avere sul ponte del furgone aperto la bestiola e in una curva affrontata troppo velocemente l'ha letteralmente fatta volare sulla scarpata sottostante.
Raccolto da una signora che aveva assistito al fatto, il cagnolino è stato recuperato dai proprietari tramite la Protezione animali di Bellinzona.
 

Trasportare sul ponte di un furgone aperto degli animali è assolutamente proibito dalla Legge federale sulla protezione degli animali OPAN capitolo 6, art. 54.
Purtroppo si sono verificati casi letali per le bestie trasportate.
La Spa di Bellinzona invita i proprietari a volersi astenere da simili gesti illegali e nocivi alla salute degli animali.