3. Monti
di Gerra Gambarogno
Spettacolare intervento per salvare un micio bloccato a 28 metri di
profondità
"Spillo", un simpatico micio tigrato appartenente a una famiglia
residente ai Monti, è scivolato in un tubo di scarico in plastica del
diametro di sessanta centimetri, posato senza alcuna protezione per l'evaquazione
dell'acqua da un piazzale.
Il miagolio dell'animale che si trovava bloccato da tre giorni, è stato
udito dalle bambine l'altra sera quando calava la notte.
L'allarme è giunto alla Spa di Bellinzona alle 20.00 e subito si è
attivata una squadra diretta dal responsabile tecnico Emanuele Besomi, dagli
ispettori Fulvio Cogrossi, Giorgio Costa e dal presidente.
Sul posto è giunto il grosso autocarro attrezzato per ogni tipo d'intervento
e subito sono state allestite le fotoelettriche e la telecamera mobile si è
infilata nel tubo fino alla profondità di 28 metri scoprendo il gatto
aggrappato a una protuberanza.
Risultati vani i tentativi di cattura in quanto la larghezza del tubo non
permetteva di indirizzare lo speciale laccio infilato dall'alto, è stato
calato, perfettamente imbracato, il giovane operaio forestale Alan Boiani,
presente in loco.
Tutta l'operazione è stata filmata dall'interno con la telecamera mobile che
ha accompagnato il giovane fino al salvataggio del gatto che, appena giunto
in superficie ha graffiato e morsicato il suo proprietario Mirco Tanghetti.
La bestiola si è poi calmata ed ora sta bene fra le braccia delle bambine
che non avevano mai perso la speranza di ritrovarla.
Al salvataggio hanno dato man forte anche i signori Luigi Arrighi e Demis
Richina.
ANCORA UNA VOLTA, LA PRODIGIOSA TELECAMERADONATA ALLA SPA DALLA SIGNORA
COLOMBI-TALLONE HA PERMESSO UN PICCOLO MIRACOLO.
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13. BREVE COMMENTO PER I SIGNORI
REDATTORI La legge federale sulla protezione degli animali, non fa
differenza fra domestici e selvatici.
Basandoci su questo principio, la Spa di Bellinzona, unica in Ticino, ha
deciso di usare il ricavato delle tasse dei soci per ogni animale in
difficoltà, indipendentemente dalla specie.
A tale scopo si è dotata negli anni di infrastrutture atte alla custodia e
alla cura anche di animali selvatici.
La Spa di Bellinzona autorizzata dal Dipartimento competente ad occuparsi di
animali selvatici, lavora in perfetto accordo con il Veterinario cantonale e
l'Ufficio caccia e pesca.
Con tutti i guardiacaccia si è sviluppata una cooperazione meravigliosa
che ha permesso negli anni di salvare e ridare alla natura centinaia di
animali che altrimenti sarebbero morti. Fra di essi parecchi soggetti in via
di estinzione.
Tutte le cure veterinarie e il mantenimento degli animali selvatici sono
pagati dalla Spab che non ha mai chiesto un solo centesimo al Governo e
questo per paura che a scopo di risparmio l'esecutivo possa far interrompere
una fruttuosa collaborazione.
Coloro che pagano la tassa sociale di Fr. 10.-- annui, non dicono per
quale animale dev'essere impiegata. Il mondo animale ticinese non si riduce
infatti ai soli cani e gatti.
La spesa annuale per la cura degli animali selvatici ammonta a circa
quindicimila franchi.
La Spa di Bellinzona conta su tre settori
specializzati per la cura di animali selvatici:
- Il centro di cura per gli uccelli in collaborazione con la stazione
ornitologica svizzera di Sempach, il Tierspital di Zurigo, la FICEDULA pro
avifauna della Svizzera italiana e alcuni veterinari specializzati sugli
uccelli.
- Il centro di cura per animali selvatici che fa capo ai veterinari
della zona.
- Il centro di cura ricci, situato a Maggia che fa capo ai veterinari di
Locarno.
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13.
"SPERANZA"
È il nome dato alla piccola camoscia di tre settimane di vita,
rimasta belante accanto alla mamma caduta da una roccia nella zona del Campo
Tencia.
Il signor Bonardi Giovanni di Polleggio l'ha udita e ha allarmato la Spab
con il cellulare.
Da Faido è partito allora il guardiacaccia Silvestro Manenti che l'ha
recuperata e portata nel sacco al piano,consegnandola alle cure del centro
di Gorduno- Gnosca.
Da qui è stata portata a Medeglia, presso la signora Margherita Negrini che
già allattava con la bottiglietta del latte altri due caprioli.
La piccola¨è cresciuta e mamma Margherita la nutriva ogni due ore con lo
speciale latte di capra.
Lo scorso mese, il presidente della Spab e il capo dei guardiacaccia
Venanzio Terribilini l'hanno portata al biotopo di Gorduno- Gnosca dove il
veterinario Marco Zanetti ha provveduto a regolarle le unghie e l'ha
preparata ai balzi sulle rocce.
Dove tante discussioni e tante tristezze per una caccia discutibilissima
quanto inutile, ecco che un po'di sangue leventinese arriva sulle falde di
questa splendida montagna e con speranza, arriva la gioia di una nuova vita.
Una piccola placchetta bianca la distingue dagli altri camosci. E'
inserita nell'orecchio destro ed è ben visibile. Porta il numero 0013.
Raccolta il 31 maggio 2004, viene liberata il 13 ottobre nella bandita di
caccia a Bellavista, unitamente - se possibile - a due caprioli provenienti
dalla Valle di Muggio e dalla Valle del Vedeggio.
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20.
CABBIO (Frazione di Uggine)
Grosso cervo salvato dalla Spa di
Bellinzona e dai guardiacaccia
L'imponente maschio di oltre centocinquanta chilogrammi di peso, lottando
con un altro maschio è finito in una rete metallica imprigionato per le
corna.
La stagione degli amori per questi splendidi ungualti, comporta dure lotte
fra i maschi allo scopo di aggiudicarsi il favore delle femmine.
E' successo che a Uggine, in una lotta furibonda, due splendidi esemplari
siano finiti nella rete con filo spinato che delimitava il campo stradale in
una proprietà privata.
Imprigionati con le corna fra le maglie, hanno letteralmente demolito la
cinta bramendo di paura e attirando l'attenzione degli abitanti del luogo.
Alla fine, uno è riuscito a liberarsi fuggendo nel bosco con una parte di
rete metallica impigliata nelle corna. L'altro ha lottato per tre ore ma non
ce l'ha fatta a liberarsi.
La Spa di Bellinzona che si occupa degli animali selvatici feriti e in
difficoltà, ha ricevuto l'allarme alle ore 16.00 e subito si è attivata con
una pattuglia composta dal responsabile tecnico Emanuele Besomi, dal capo
ispettori Pietro Della Maddalena e dal presidente, unitamente a due
guardiacaccia.
Per addormentare l'animale e liberarlo dalla rete, ci sono volute parecchie
siringhe lanciate con lo speciale fucile soporifero e per raggiungere lo
scopo si è fatto capo a uno specialista allevatore di daini.
Alle 21.00, l'imponente animale si è svegliato quasi incredulo di essere
finalmente libero e dopo aver scosso il capo si è avviato con passo incerto
nel bosco in cerca del rivale con il quale incrociare le corna.
La Spa di Bellinzona ha scritto all'autorità municipale di Cabbio chiedendo
di far rimuovere il filo spinato posto dal proprietario del terreno lungo la
strada pubblica e ricorda che queste recinzioni sono estremamente pericolose
per persone e animali, pertanto da evitare.
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21.
Cabbio (Frazione di Uggine)
Grave
atto di bracconaggio con una tagliola"NERO" un
simpatico micino finisce nelle lame che per puro caso non lo stritolano.
La protezione animali di Bellinzona che ha recuperato il pericoloso
attrezzo di cattura, il cui uso e la cui vendita sono proibite in Svizzera,
ha deposto querela penale al Ministero pubblico per violazione della Legge
federale caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici. La
denuncia è posta contro ignoti ma le testimonianze dovrebbero portare
all'identificazione di che ha compiuto l'atto crudele.
Il fatto è avvenuto lo scorso 2 ottobre quando la proprietaria di "Nero", ha
udito le urla di dolore del gattino proveniente da un fondo privato, della
frazioncina di Cabbio. Con l'aiuto di un'amica, ha ritrovato la bestiola
stretta fra le lame dentate che per fortuna si erano inceppate a pochi
centimetri dalla chiusura totale permettendo all'animale di respirare.
Aprire il calappio metallico di grosse dimensioni non è stato facile per le
signore; occorre infatti conoscerne il funzionamento e premere con forza il
tallone del piede sull'anello di chiusura.
Se un bambino vi avesse appoggiato un piede, avrebbe avuto la gamba spezzata
di colpo. La tagliola era posizionata sotto un pergolato con l'uva matura.
Si tratta di un calappio nuovo, fissato con una catena che non permette
all'animale intrappolato di fuggire se solo una zampa è imprigionata. Le
volpi a volte per potersi liberare rosicchiano l'arto rinchiuso con la forza
della disperazione e fuggono con il moncherino.
La Spa di Bellinzona definisce vigliacco questo metodo di cattura e non ha
mai esitato a sporgere denuncia penale.
Già l'anno scorso vi è stato un caso analogo nel Mendrisiotto e l'autore è
stato punito dal giudice. La scorssa primavera una volpe sui monti di
Gorduno, si è trascinata fin sulla soglia di una casa con la tagliola
stretta alla zampa, quasi a chiedere aiuto e il bravo uomo l'ha liberata.
Su questo fatto disgustoso, anche l'Ufficio caccia e pesca aprirà
un'inchiesta su denuncia della Spa di Bellinzona.
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20.
San Nazzaro
Due classi delle elementari in
visita al centro degli animali di Gorduno- GnoscaSimpatica
trasferta delle classi 3a e 4a elementari del vilaggio gambarognese al
rifugio della Spa di Bellinzona.
Accompagnati dalla maestra Armida Bulotti e Petra Bernasconi, i bambini
hanno trascorso una lieta giornata a contato con gli oltre duecento animali
domestici ospitati e hanno gustato la polenta e latte offerta dai cuochi
della Spa e cotta sul fuoco a legna nel paiolo in rame.
Nel pomeriggio vi è stata la visita di Barry, il grande cane del San
Bernardo con il quale hanno giocato e si sono fatti fotografare.
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24.
Valle Morobbia
Cagnolino sbalzato dal furgone in una curva
Il conducente non si è più ricordato di avere sul ponte del furgone
aperto la bestiola e in una curva affrontata troppo velocemente l'ha
letteralmente fatta volare sulla scarpata sottostante.
Raccolto da una signora che aveva assistito al fatto, il cagnolino è stato
recuperato dai proprietari tramite la Protezione animali di Bellinzona.
Trasportare sul ponte di un furgone aperto degli animali è
assolutamente proibito dalla Legge federale sulla protezione degli animali
OPAN capitolo 6, art. 54.
Purtroppo si sono verificati casi letali per le bestie trasportate.
La Spa di Bellinzona invita i proprietari a volersi astenere da simili gesti
illegali e nocivi alla salute degli animali.
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