Lettera del 31 gennaio 2006
Stimati Redattori
Al nome del Comitato vi ringrazio per aver dato spazio alle
notizie di animali, che nella regione si sono trovati in
difficoltà causa l'inverno rigido.
Questo accade purtroppo più sovente in tutto il Cantone e ciò
sta mettendo a nudo una realtà che lascia perplessi
e che benché abbia addentellati con la sofferenza degli animali, esula dal
compito di una Spa.
Il proprietario di queste manze di Quartino è un contadino serio di Nante.
Egli ha dichiarato in presenza del veterinario cantonale e degli ispettori Spab,
che la diminuzione del prezzo pagato
ai contadini per il latte, impone di tenere più animali per compensare la
perdita finanziaria grazie ai sussidi d'allevamento.
Purtroppo, le aziende non dispongono di uno spazio adeguato per queste manze e
per i vitelli.
Ecco dunque, che a differenza delle mucche ben custodite nelle stalle, vengono
lasciate all'addiaccio le manze da
macello e alcune gravide fino al parto (da Quartino sono state portate via le
gravide delle quali una era morta).
L'allarme sta pure nel fatto che il segretario dell'unione
contadini ticinesi si sia scagliato contro la Spab e il sottoscritto
invece di provvedere a isolare chi sta rovinando l'immagine degli allevatori
ticinesi.
Forse perché non si vuole si sappia che molti fanno cosi?
Anche il fatto che allevatori bleniesi (a uno è stata fatta
chiudere una stalla su denuncia della Spab, stalla nuovissima
costruita con i
sussidi statali), stiano raccogliendo le firme da inviare al Consiglio di Stato
per bloccare l'attività della
Spab, lascia perplessi.
La Protezione animali di Bellinzona ha solo messo il dito sulla piaga di tutti
questi animali lasciati senza il minimo
riparo in condizioni pietose. Se per questi animali il contadino riceve sussidi,
si pone il problema di chi controlla
e di che è responsabile per l'elargizione.
Il segretario agricolo Cleto Ferrari ha più volte
pubblicamente dichiarato che ai controlli è preposta una ditta
S.A.Agrispea con sede in Ticino.
Si tratta di soldi pagati dai contribuenti e la Spa di
Bellinzona non ha nulla da eccepire se sono distribuiti e assegnati
con criteri che comportano, il rispetto della vita degli animali da reddito nel
modo previsto alle leggi federali e dai
regolamenti emanati dall'ufficio federale di veterinaria per ogni specie animale
sussidiata.
Forse val la pena vederci chiaro, anche perché da qualche anno
vengono sussidiati anche equini il che potrebbe
giustificare l'aumento esponenziale degli asinelli in tutte le valli, asinelli
molte volte tenuti in modo pietoso e
dalla Spa di Bellinzona denunciati.
La Spa di Bellinzona, dopo silenzio e meditazione ha dunque deciso di lanciare il sasso in piccionaia.
Staremo a vedere.