LE DIECI REGOLE D'ORO DEL PERFETTO PADRONE

 

  1. Il cane è un essere vivente con proprie esigenze ed una propria personalità, e dev'essere rispettato in quanto tale.
     
  2. Prima di acquistare un cane (o comunque di portarlo in casa) occorre fare un onesto esame di coscienza che comprenda almeno queste domande:
    Perché voglio un cane? 
    Ho tempo di seguirlo adeguatamente?
    Ho lo spazio dove tenerlo?
    Ho sufficienti risorse economiche per gestirlo?
    In famiglia sono tutti d'accordo a prenderlo?
    Sono disposto a fare dei sacrifici ad esempio quando vado in vacanza? 
    Sono cosciente che mi lego a lui (se tutto va bene) per almeno 12-15 anni, ovvero per tutta la sua vita?
     
  3. Occorre avere il giusto grado di sensibilità, intelligenza e carisma per assumere agli occhi del cane il ruolo di capo branco, senza con questo violentare la sua psiche o ricorrere a metodi brutali.
     
  4. Ogni proprietario non è solo civilmente ma anche moralmente responsabile dell'operato del proprio animale. Ricordiamo che esistono solo pochissimi cani cattivi ovvero psichicamente disturbati ma molti padroni incoscienti.
     
  5. Cosi come l'uomo, anche il cane ha diritto ad essere felice. Questo può comportare dei sacrifici (ad esempio spendere delle ore per portarlo a passeggiare o a correre) ma ricordiamo che siamo noi ad aver deciso di adottare un cane, non certo il contrario.
     
  6. Qualora il cane commetta degli errori, chiediamoci prima se non siamo stati forse noi ad aver sbagliato qualcosa.
     
  7. Non è corretta dire che il cane è il miglior amico dell'uomo. Forse, più semplicemente, è l'essere vivente che meglio ci sopporta. Non ne approfittiamo.
     
  8. Essere il padrone di un cane non significa avere il diritto di vita e di morte su di lui.
     
  9. Il buon padrone rispetta anche chi ha paura dei cani.
     
  10. Il buon padrone è per prima cosa un buon cittadino: rispettare gli altri significa anche far si che il proprio cane possa inserirsi agevolmente nella società civile, senza recare danno o eccessivo disturbo.